| Decidere quanto investire: Money management |
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| Venerdì 13 Marzo 2009 16:19 |
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Provate a rispondere a questa domanda. Quando entrate in un trade, quando operate nel trading forex quanti soldi impiegare a operazione? Quale deve essere la dimensione della posizione ottimale? Quando si prende una decisione di comprare o vendere una coppia di valute, bisogna anche decidere nello stesso momento quanti lotti comprare. Il risk management consiste nel prendere una decisione razionale su quanto investire in un determinato ordine di acquisto e vendita. Questa decisione determina il rischio di un trade. Un rischio eccessivo aumenta enormemente la possibilità per un possibile fallimento in tempi brevi, prendere un rischio troppo basso non permette di remunerare i nostri sforzi, il nostro trading e le nostre spese. Da queste esigenze, nasce il money management, che è la corretta gestione del nostro capitale, seguendo il nostro profilo di profitto e di rischio, tenendo presente la continuità nello svolgimento della nostra attività, la sopravvivenza secondo parametri economici-finanziari. È sorprendente, che molti investitori non sappiano cosi sia il money management, e molti siti e forum specializzati nel forex non ne facciano menzione. Pertanto per riassumere, il money management è quella tecnica che ti permette di individuare, tenendo un profilo del profitto e rischio adeguato alla propria persona e strategia, quanto sia più opportuno investire in una determinata posizione. Le cose da fare per un corretto money managementPrimo, bisogna chiedersi, e stabilire, quanto potete e volete rischiare per ciascuna operazione di trading forex; cioè la percentuale di soldi, in relazione al vostro conto di trading, da destinate per ogni operazione. ( tutti i più grandi traders dicono sempre meno del 2%, poi dimostreremo il perché).Secondo, bisogna decidere prima di entrare, a quale prezzo di scambio uscire dal trade. Ciò può essere determinato secondo l’uso dell’analisi tecnica, supporti, resistenze e altri indicatori che stabiliscono che c’è stata un’inversione di trend. Oppure potete stabilirlo in termini monetari, quando non si ha una visione chiara del trade, nell’incertezza uscite rispettando il vostro piano di money management per preservare il capitale. In pratica, non dovete entrare in un trade senza conoscere dove uscire, cioè il prezzo di uscita (la vostra uscita deve essere senza esitazione come l’entrata senza aver paura, poiché quando il mercato è in movimento, e ancor di più quando si perde, la vostra capacità di ragionamento è limitata.) Se le tecniche utilizzate dai traders professionisti sono tutte totalmente differenti e redditizie, c’è da dire che tutti concordano, che la gestione del capitale e del rischio è un elemento che determina il loro successo, oltre la capacità di imparare dai propri errori. Pertanto, è inutile avere degli indicatori, delle strategie che ci fanno guadagnare con percentuali superiori al 50%, ma se ci procuriamo delle perdite che erodono più del totale dei nostri profitti. Capitale iniziale, allocazione, valutazione del rischio.Il trading è un’attività imprenditoriale, e alla pari delle altre, richiede un capitale iniziale adeguato, oltre i costi per la formazione, pc ecc. Pertanto, è impensabile fare trading con 100 oppure 200 euro in modo adeguato e corretto. Un capitale iniziale ottimale per un neofita, che utilizza micro lotti sarebbe di 1000 euro da dedicare esclusivamente al trading forex, oltre alle risorse da destinare alla formazione. Inoltre va sottolineato, che secondo lo stile di trading che preferiremo, timeframe di lungo o breve periodo, se ci troveremo meglio nell’operare in trading range o in trend, varierà il capitale da destinare al trading forex, più è lungo il periodo e più è necessario aver più capitale a disposizione, in modo tale da proteggerci da eventuali correzione del mercato. Inoltre, bisogna tener presente che se si opera con periodi temporali brevissimi, parliamo di minuti, entrare e uscire spesso dal mercato, il costo dello spread potrebbe erodere in modo consistente i nostri profitti, oltre al fatto che determinate coppie di valute non potrebbero essere tradate, quelle con spread elevati come gbp/jpy.1.Problematica capitale inizialeQuando iniziai a fare trading, non avevo il capitale necessario per poter operare secondo il mio profilo, la mia personalità e la mia tecnica, poiché richiedevo 1000 euro per stare tranquillo a livello emotivo durante le sessioni di trading, e prima che raggiungessi tale cifra, non ho fatto trading per circa 3-4 mesi. Anche se sapevo di avere una buona preparazione, mi sono limitato per non rischiare di essere schiacciato con un capitale di 300-400 euro.Il capitale iniziale ottimale, è soggettivo, ma se dopo i vostri calcoli non disponete della somma necessaria per poter iniziare, è meglio stare fuori dal mercato altrimenti rischierete di perdere quei pochi soldi che avete a disposizione. Con 1000 euro non ci si costruisce un’attività per guadagnarsi da vivere, servono per iniziare a familiarizzare dal vivo con il trading forex. Solo quando sarete pronti emotivamente, con tecniche efficaci, bisogna costruire il capitale da utilizzare per guadagnarvi da vivere, se volete che il trading sia la vostra principale attività. Naturalmente, questo capitale, deve provenire da altre attività, mai prendere soldi a prestito, perché se il trading vi dovesse andare male, oltre a perdere il capitale investito vi ritrovereste anche con il debito alle spalle, (c’è sempre tempo per il trading e per ottenere profitti, le opportunità non mancheranno mai) per questo non bisogna avere fretta, per non rischiare ciò che non vi potete permettere di perdere. Io stimo, secondo un approccio professionale al trading, con leva 100:1, un capitale necessario per poter vivere con il trading non inferiore a 10-15mila euro anche 20 mila per ridurre i rischi, calcolando di rischiare 0.5% per ogni operazione di trading, che sarebbero 100 euro su 20mila. Poiché se sbagliate 5-10 trade, la perdita sarebbe del 2.5%-5% del vostro capitale 500-1000 euro, penso che il rischio è sopportabile all’inizio, per lasciarvi la giusta serenità e riprendere mantenendo quasi integro il capitale. Naturalmente con un capitale di 20.000 euro, se volete guadagnarvi da vivere, con una percentuale di profitto mensile stimata tra il 5-10% al mese, sarebbero intorno a 1000-2000 euro, di tutto rispetto e statisticamente raggiungibile senza assumere rischi eccessivi. Sicuramente state pensando che vorreste guadagnare di più, ma per ottenere ciò è razionale aumentare il capitale messo a disposizione per il trading forex, non il vostro rischio… raddoppiando il capitale portandolo a 40000 euro, con le stesse percentuali potreste guadagnare tra il 2000-4000 euro al mese. Lo so che sognate di diventare ricchi subito come dicono in giro, investendo poco sperate di guadagnare moltissimo in breve tempo, ma statisticamente l’unico risultato possibile se ragionate in tal modo è perdere tutto. Se ci pensate bene, solo il trading forex, con un profilo di rischio adeguato vi permette di guadagnare più di qualsiasi altra attività. Rischiare tra il 2 e 5%, potrebbe portare subito alti profitti, ma in seguito potrebbe rovinarvi. I veri professionisti, rischiano anche percentuali miniori dell’1%, tipo lo 0.25%, non perché non vogliono guadagnare di più o non sono capaci, ma perché questo è il profilo di rischio rendimento ottimale, che vi permetterà di costruirvi un attività che duri nel tempo. Pertanto da queste considerazioni, la perdita massima per ogni trade è quel capitale che si può sacrificare al rischio senza che ciò si ripercuota in maniera significativa sulla nostra attività o sul livello di serenità del trader. Questa tabella, ormai famosissima, tra gli ambienti del trading, mette in evidenza che all’aumentare della perdita è necessaria una percentuale sempre più elevata di profitti per il reintegro del capitale. Il calcolo della performance richiesta per ricostituire il capitale è basato su una semplice formula (appunti M. Maggi): RP = 100 / (100 - P) * P dove: P = percentuale di perdita registrata; RP = performance necessaria per tornare in pareggio. 2.Valutazione del rischio e allocazione ottimaleInserisco due tabelle di facile lettura presenti negli appunti di Maggi, anche se ne possiamo costruire centinaia con esempi differenti, ma queste mettono in evidenza direttamente il problema, noi le applicheremo per il trading forex anche se sono state studiate per l’azionario.Risk management variabile, 2% sul capitale residuo.
Fisso risk management 2% del capitale iniziale
Le differenze nell’utilizzare una tecnica dove si rischia una percentuale variabile del nostro capitale, rispetto ad una percentuale fissa del capitale iniziale, sono evidenti, “a parità di capitale di partenza, se si rischiassero sempre 2.000 euro, una sequenza di 50 operazioni perdenti annullerebbe il capitale, mentre un'analoga sequenza con l'approccio percentuale lo diminuirebbe "solo" del 64%” …(Maggi). In questi appunti di money management ho deciso di parlarvi di poche cose, chiare ed essenziali, soprattutto utili. Di money management come altre discipline ancora nuove, si potrebbe parlare moltissimo, con teorie e tecniche differenti, a volte anche complesse, io preferisco la semplicità. Altre tecniche più evolute, come dimezzare l’esposione quando il mercato è favorevole, come utilizzare strategie multiple di gestione del capitale, come posizionare lo stop loss secondo la volatilità, resistenze, supporti ecc. le vedremo di volta in volta in un corso più evoluto per esperti. Giuseppe Pennisi |
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