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La FED aumenta il tasso di attualizzazione! E-mail
Lunedì 22 Febbraio 2010 18:58
Con una mossa sorprendente, giovedì scorso la FED ha variato il tasso di attualizzazione da 0,50% a 0,75%. Tale modifica ha provocato un rafforzamento generale del Dollaro cosicché il Dollar Index ha toccato i livelli più alti da 8 mesi a questa parte. Prima della variazione FED, il Dollaro era stato interessato da un aumento rispetto all’Euro, la Sterlina e lo Yen.
La ripresa iniziale del Dollaro ha avuto luogo nonostante il rialzo di azioni e materie prime. I media hanno attribuito la forza della valuta americana a cifre economiche positive, anche se i dati sulle domande di sussidi di disoccupazione e i Verbali FOMC non erano particolarmente spettacolari. Il Dollaro sta probabilmente beneficiando della rotazione dei fondi istituzionali a breve termine nel Dollaro, dopo l’Euro e la Sterlina. L’obiettivo sarebbe parcheggiare i fondi in dollari fino alla degenerazione dei problemi economici in Grecia.
Per quanto concerne il futuro, la prossima settimana la speculazione sulla prossima mossa della FED potrebbe causare le più significative variazioni della valuta americana. Dopo l’impennata del tasso di attualizzazione, i negoziatori di obbligazioni ritengono molto più probabile anche un aumento del tasso dei fondi federali. Inoltre, mercoledì prossimo il Presidente della FED Bernanke testimonierà dinanzi al Comitato per i servizi finanziari, e si prevede che in tale occasione sarà presa in esame la variazione della scorsa settimana. Oltre alle novità FED, mercoledì saranno resi noti i dati sulle vendite di nuove abitazioni, mentre venerdì sarà la volta di quelli relativi alle abitazioni esistenti. I negoziatori Forex attribuiranno grande importanza a tali cifre, in quanto importanti costruttori edili di abitazioni negli USA hanno espresso previsioni più ottimiste.

EUR

La coppia EURUSD ha subito una riduzione, in quanto la continua agitazione in merito al salvataggio della Grecia a opera dell’UE sta creando diversi ostacoli per l’Euro. Tuttavia, la valuta ha segnato un miglioramento rispetto alla Sterlina e lo Yen. Ciò indica che, nonostante i negoziatori Forex nutrano timori sul possibile contagio nella zona dell’Euro, potrebbero stare iniziando a pensare che il peggio sia oramai passato. Tuttavia, i miglioramenti dell’Euro non sono bastati a frenare la discesa dell’EURAUD fino al minimo da nove anni a questa parte.
La coppia è l’esempio lampante dell’anno difficile che la valuta europea sta attraversando. In genere, sia l’Euro, sia il Dollaro australiano si rafforzano rispetto al Dollaro con l’aumento dell’appetito di rischio. Tuttavia, la costante tendenza al ribasso nell’EURAUD mostra una limitazione dell’attività di acquisto nell’Euro (in termini di acquisto di rischi e giorni di vendita).

GBP

Questa settimana la Sterlina ha registrato grosse perdite; sembrava infatti che i negoziatori Forex siano ricorsi a ogni scusa per far abbassare la coppia GBPUSD. Prima c’è stata la riduzione a causa dell’incertezza greca. A ciò hanno fatto seguito le perdite da ascrivere a cifre insoddisfacenti sul finanziamento del settore pubblico. Infine, l’impennata dei tassi della FED Americana è stata l’ultima goccia, causando il tracollo della già debole valuta britannica fino a 1,5350, il minimo più basso da 9 mesi a questa parte, dopo una negoziazione di fino a 1,5815 nel corso della settimana.
I negoziatori hanno iniziato a nutrire dubbi sul fatto che il Regno Unito sia in grado di ridurre le spese, al fine di arginare il proprio debito in continuo aumento. Non è la prima volta che i negoziatori Forex assumono un atteggiamento critico nei confronti della Sterlina e dei leader britannici. Tuttavia, diversamente da metà 2009, quando si era verificata una situazione simile, i dati economici del Regno Unito si sono dimostrati deludenti.
Di conseguenza la Sterlina potrebbe essere soggetta a una pressione di vendita fino a quando la Bank of England non sarà in grado di dimostrare al mercato Forex l’improbabilità del verificarsi di un’altra recessione.

JPU

La scorsa settimana, lo Yen è stato interessato da debolezza, dopo che la Bank of Japan aveva deciso di mantenere i tassi di interesse allo 0,10%, senza indicazione alcuna sulla possibile adozione di nuove azioni di politica monetaria. Di conseguenza, la coppia USDJPY ha mostrato una tendenza al rialzo, superando i 92,00 dopo l’impennata dei tassi della FED americana per la prima volta in cinque settimane. In generale, il sentimento dei negoziatori Forex nei confronti dello Yen si sta inasprendo, in quanto non credono la BoJ in grado di modificare la deflazione in Giappone e dar nuova vita al mercato nazionale giapponese.
Probabilmente la BoJ stia mantenendo un atteggiamento volutamente passivo, in quanto preferisce una valuta nazionale più debole. Non è infatti un segreto che il Giappone faccia grande affidamento sulla forza del mercato delle esportazioni; di conseguenza, la BoJ potrebbe ritenere la scelta migliore consentire la svalutazione dello Yen. Ciò porterebbe a una diminuzione del prezzo dei prodotti giapponesi nei mercati stranieri, con una conseguente crescita delle vendite all’estero. Il settore delle esportazioni in aumento migliorerebbe a sua volta la produzione giapponese e, infine, l’economia interna.

Fonte Articolo GFC Markets
 

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