| Rapporto annuale com’è andato il 2009 |
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| Martedì 29 Dicembre 2009 01:07 |
La storia del 2009 si è sviluppata su due diversi filoni, per il dollaro USA. La valuta ha iniziato l’annata con un andamento positivo, poiché la crisi finanziaria globale del 2008 ha portato molte istituzioni finanziarie ad abbandonare impieghi caratterizzati da un certo livello di rischio, e a chiudere posizioni ribassiste che erano state assunte contro il dollaro. Inoltre, al crescere delle preoccupazioni, gli operatori Forex si erano spostati verso la sicurezza offerta dall’USD. Al di là delle opinioni degli operatori verso l’industria finanziaria degli USA, il dollaro ha dimostrato di costituire tuttora la scelta preferita quando si presenta la necessità di mettere al sicuro capitali rilevanti, considerato che grossi investitori hanno depositato somme pari a molti miliardi di USD senza causare problemi di liquidità.
Questo scenario è tuttavia mutato completamente, verso Marzo 2009, quando i mercati hanno iniziato a veder crescere il valore dei titoli azionari. I minimi furono toccati a Marzo, nel momento peggiore della crisi, e gli operatori iniziarono proprio in quel periodo a intravvedere le prospettive di una ripresa economica e a cercare titoli a più alto rendimento. Con la crescita della propensione verso il rischio, i trader sul Forex hanno chiuso le posizioni sul dollaro, contraddistinte da un basso tasso di interesse, e si sono spostati verso valute che remunerassero meglio il capitale. Inoltre le preoccupazioni USA in tema di disoccupazione hanno portato gli operatori a convincersi che la FED avrebbe mantenuto i tassi di interesse sul dollaro ai minimi storici per un periodo indefinito, e che misure di stimolo all’economia avrebbero condotto a una svalutazione dell’USD. Tutti questi fattori hanno avuto come risultato il ritorno del dollaro ai valori minimi del 2008, e persino lo Yen, che offre tassi di interesse pari a solo lo 0.1%, ha segnato il massimo sul dollaro degli ultimi 14 anni. In sintesi, per tutto il 2009 il dollaro si è rafforzato in corrispondenza con previsioni negative sull’economia, mentre è caduto quando sul mercato si è diffuso un certo grado di ottimismo. EURNel 2008 l’Euro si era indebolito poiché molti operatori Forex si erano convinti che l’Eurozona, composta da paesi diversi, avrebbe incontrato varie difficoltà nel fronteggiare la crisi finanziaria globale, dato che i diversi stati membri avrebbero agito unilateralmente per salvare le proprie economie e sacrificando, se necessario, i parametri fondamentali richiesti dalla moneta comune.Nel 2009 si è invece verificato il contrario, in relazione al fatto che i trader Forex si sono persuasi che la diversità intrinseca all’Eurozona avrebbe limitato il danno che il continente stava scontando. La conseguenza è stata che l’atteggiamento verso l’Euro è diventato positivo, e che le attese si sono concentrate sul fatto che la BCE avrebbe elevato il tasso di interesse e avrebbe anche messo fine alle politiche espansive. In base a tutto questo, per gran parte dell’anno l’Euro ha continuato a crescere ampiamente rispetto al dollaro, alla sterlina e allo yen. Durante il quarto trimestre, tuttavia, la BCE, e in primo luogo il suo presidente Trichet, hanno iniziato a mostrare preoccupazione verso i crescenti livelli di debito dei paesi dell’Eurozona. La BCE ha dunque smorzato le aspettative relative a un aumento dei tassi nel 2009, portando così a un indebolimento dell’Euro verso le maggiori valute nelle ultime settimane dell’anno. GBPTra tutte le divise principali, nel corso del 2009 la sterlina è stata probabilmente quella che più ha risentito dei mutamenti di atteggiamento degli operatori Forex. Inizialmente la sterlina è caduta pesantemente, tanto che l’Euro si è avvicinato alla parità e il cambio contro il dollaro USA ha raggiunto un minimo pari a 1.3500 . Questi movimenti sono stati determinati da aspettative fosche riguardo all’economia del Regno Unito. I trader Forex credevano che il paese sarebbe stato colpito pesantemente dalla crisi globale nel momento in cui si trovava a dover fronteggiare la bolla immobiliare, l’insolvenza delle banche e il declino dell’industria manifatturiera.In modo sorprendente, tuttavia, gli indicatori economici hanno continuato a contraddire le aspettative degli analisti Forex, e per quanto il Regno Unito stesse subendo un declino economico nel secondo trimestre del 2009, si è iniziata a intravvedere la fine della crisi e l’inizio della ripresa. Il risultato è stato che la sterlina ha intrapreso una salita decisa, tanto che il cambio GBPUSD ha riguadagnato più del 25% sul minimo segnato non molto tempo prima. Questi aumenti sono stati tuttavia di breve durata, dal momento che la BoE ha deciso di ignorare i dati finanziari e di allentare le sue politiche monetarie, sommergendo i mercati di sterline. La Banca centrale affermò infatti che erano state proprio le sue misure di stimolo a determinare la crescita dell’economia UK, e che mettere fine a tali misure avrebbe potuto lasciare il paese in posizione di fragilità e di vulnerabilità, portando a un altro crollo. Sulla base delle mosse della BoE, l’atteggiamento verso la Sterlina degli operatori Forex è divenuto via via negativo, visto che la banca centrale continuava a dimostrarsi assai inerte in termini di possibili aumenti dei tassi di interesse. Nonostante questo, gli indicatori economici UK hanno in gran parte continuato a mostrare miglioramenti, e nella seconda metà del 2009 la sterlina si è mantenuta in una gamma di prezzi più o meno costante, con andamenti legati essenzialmente alle interpretazioni delle dichiarazioni dei membri della BoE. JPYLo Yen è stato per il mondo Forex l’equivalente della pallina di un flipper, poiché per tutto l’anno 2009 ha visto scambi intra-day contraddistinti da alta volatilità. Tuttavia, al resoconto finale, lo Yen si è dimostrato una delle valute che meglio si sono comportate nell’annata, e ha beneficiato del suo status di divisa sicura, di rifugio.Sorprendentemente lo Yen è riuscito a mantenere in buona misura la sua forza anche quando in Marzo è aumentata la propensione dei mercati verso il rischio. Nel confronto con il dollaro, si nota che il cambio USDJPY ha raggiunto il minimo degli ultimi 14 anni, a fine Novembre, quando ha toccato il livello 84.30. Questo ribasso deciso ha fatto sì che sui mercati si iniziasse a parlare di interventi della Banca del Giappone, la quale invece, sorprendendo gli operatori, si è astenuta da qualunque mossa a sostegno dell’USD. Con grande meraviglia, la forza dello Yen si è palesata persino a fronte di parametri fondamentali dell’economia giapponese che non mostravano segni di ripresa, con cifre sulle vendite al dettaglio, anno su anno, che assumevano valori negativi, con una deflazione di lungo termine che proseguiva, e con i corsi azionari in caduta. Una delle possibili ragioni della forza dello Yen, tuttavia, si può individuare nel fatto che gli esportatori e gli investitori giapponesi hanno fatto rientrare capitali in patria, e li hanno investiti nella valuta nazionale, dal momento che le azioni della borsa di Tokyo si dimostravano sottovalutate in relazione agli andamenti nel resto del mondo. Fonte Articolo GO FOREX |
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