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Le Medie Mobili E-mail
Mercoledì 22 Luglio 2009 22:29

Parliamo ora di uno degli indicatori più conosciuti ed utilizzati del panorama degli investimenti finanziari. Non è stato sviluppato per un mercato in particolare, ma proviene dallo sviluppo a livello grafico del concetto di media matematica, largamente utilizzato nella statistica.

 

 Mi dilungherò in modo particolare sulle basi delle medie per lanciare questo preciso messaggio:

Gli indicatori (tutti) hanno basi concrete statistiche o matematiche o che vengono dalle osservazioni e dagli studi fatti sui grafici, ma non rappresentano la verità assoluta né la previsione del futuro con garanzia “soddisfatti o rimborsati”.

Hanno un margine di errore dovuto a diversi fattori, dalle approssimazioni matematiche delle formule alla possibilità che il mercato riceva impulsi contrastanti, dalla presenza di fondamentali inaspettati a interventi straordinari sui mercati.

Possono essere un’ottimo strumento di supporto al trader nella analisi del mercato, ma devono essere supportati da strategie complete che comprendono il Money Management, la psicologia del trading e le altre infrormazioni presenti su questo ed altri siti, nonché in libri ed altri strumenti di consultazione.

Una strategia di trading deve essere formulata e testata da ogni trader prima di avviare qualsiasi operazione speculativa su mercati finanziari, perché l’attività di un trader possa essere in qualche modo redditizia nel breve, medio o lungo periodo.

Anche gli scalper più aggressivi, che qualcuno confonde con fortunati giocatori d’azzardo, quando raccontano la loro vita fanno precedere l’attività sui mercati da una fase di studio per stabilire una strategia, decidere gli stumenti da adottare, scegliere se una sessione di trading può essere redditizia o se è meglio rimandare il trading. E fanno coincidere le sconfitte (perdite di denaro) più cocenti e scottanti con i momenti in cui hanno operato contro la loro strategia.

Questa situazione và compresa appieno se si vuole ottenere qualche risultato positivo dal trading, e sperare di poter raccontare con orgoglio di come ci si è guadagnati qualche gallone con onore nel mondo della finanza.


1.1 LA MEDIA, SUO SIGNIFICATO ED USO


1.1.1 CONCETTO DI MEDIA

Definizione di Media: Un valore utilizzato per rappresentare un insieme di numeri, elementi, fenomeni con un unico numero, elemento, fenomeno che in qualche maniera ne riassume le caratteristiche.

ESEMPIO: Se vogliamo indicare velocemente quale è l’altezza degli studenti di età 10 anni di una scuola elementare, possiamo metterli in fila in ordine di altezza e prendere quello che si trova in mezzo alla fila. Quello sarà lo studente che rappresenta all’incirca l’altezza media del gruppo.

Facendo lo stesso con gli studenti di 11 anni, quelli di 12 anni e quelli di 13 anni abbiamo 4 ragazzi di differenti altezze, ed ognuno di loro rappresenta tutti i ragazzi della sua età. Mettiamo ora i 4 ragazzi uno di fianco all’altro, e possiamo avere l’idea di come si distribuisce la crescita dei ragazzi col passare degli anni.

Per i puristi della statistica l’esempio fatto di media non è perfetto, ma perdonatemi se semplifico dato che a noi interessa arrivare a capire un indicatore, e non sviscerare l’affascinante materia della statistica.

Nell’esempio fatto, abbiamo preso un solo individuo per rappresentare un gruppo. In questo modo perdiamo moltissime informazioni come l’altezza massima, l’altezza minima, quanti bambini ci sono in tutto, se ci sono bambini di 10 anni più alti di quelli di 11 e così via. Abbiamo però il grande vantaggio di poter lavorare con pochi dati (4 bambini), e così poter arrivare a delle conclusioni accettabili, anche se approssimate. Pensate se invece di procedere in questo modo avessimo cercato di esaminare tutti i bambini in un'unica operazione. Avremmo avuto un’enorme mole di bambini da dividere per età, mettere in ordine di altezza, far stare fermi, ecc… Sicuramente sarebbe possibile farlo, ma sicuramente meno comodo e veloce, ed il risultato ottenuto sarebbe stato il medesimo.

Leggendo quanto sopra viene spontaneo chiedersi in quale modo si deve scegliere il modo di dividere e confrontare i dati, ma anche questo è un problema squisitamente statistico che qui non affrontiamo, dato che noi abbiamo già i nostri dati preconfezionati, che sono i valori dei CROSS.


1.1.2 LA MEDIA MATEMATICA

Quando parliamo di numeri, possiamo fare un passo avanti con le medie, e sfruttare gli strumenti di calcolo, anziché far spostare oggetti nello spazio. In questo modo è possibile fare valutazioni più precise, gestire quantità maggiori di dati, valutare le informazioni sotto diversi aspetti e conservare nel tempo le informazioni (fra dieci anni i bambini saranno cresciuti, e quindi non potrò più usarli per ripetere l’esperienza). Per questo motivo si tende a trasformare ogni esperienza e fenomeno in numeri, come la misura dell’altezza, la misura del peso, la misura della temperatura, ecc…

A questo punto come facciamo a trovare al media di un insieme di numeri? La maniera più semplice ed immediata, nonché la più comune, è la seguente:

- conto quanti numeri ho in tutto

- sommo il valore dei numeri fra di loro

- divido la somma così ottenuta per il la quantità dei numeri del mio campione

Scritto in formula:

                 N1+N2+……+Nn

Media = _______________

                                              n

Dove:

Media = Media aritmetica

N1…Nn = Numeri che compongono il campione

n = totale dei numeri del campione

Ci sono altri modi e formule per trovare medie con significati diversi, per esempio dando più peso agli ultimi dati arrivati, oppure ai dati di un determinato gruppo. Questi pesi poi possono essere maggiori o minori secondo diversi criteri di importanza. Otteniamo così medie ponderate, medie esponenziali, medie geometriche, ecc… Ne esamineremo alcuni tipi nel capitolo specifico delle medie mobili perché spesso utilizzate nelle strategie di trading o semplicemente perché i programmi le mettono a disposizione.

1.2 LE MEDIE MOBILI

Definizione di Media Mobile: E’ una media aritmetica, geometrica, esponenziale, ecc… il cui valore viene ricalcolato all’arrivo di un nuovo dato, e la cui variazione nel tempo viene registrata o disegnata su un grafico per valutare l’andamento di un fenomeno o valore col passare del tempo.

Secondo questa definizione si potrebbe costruire una media mobile utilizzando tutti i dati in nostro possesso, aggiungendo semplicemente nuovi dati e ricalcolando la media ogni volta. Questo però non è utile nello studio dei grafici che noi facciamo, percui adottiamo questa correzione alla definizione:

<<Nello studio dei grafici la media mobile viene sempre limitata ad un certo periodo stabilito (minuti, decine di minuti, ore, giorni, mesi, tick, barre). Questo periodo corrisponde agli ultimi dati ricevuti, indietro nel tempo a partire da “ora”. >>

Dato che i grafici da noi utilizzati si basano su un determinato Timeframe, questo si riduce alla definizione di “N” periodi, cioè alle “N” ultime barre del grafico che stiamo osservando.     

 

 

 

 

 

 

 

 

 Variando il numero di periodi, varia la forma della media mobile. Medie mobili si dicono:
“veloci” quando hanno un numero di periodi basso, in quanto reagiscono velocemente alla variazione di prezzi, restando vicine ai prezzi del grafico.
“lente” quando hanno un numero di periodi elevato. Reagiscono lentamente alla variazione dei prezzi, e la loro distanza dai prezzi del grafico può diventare anche molto elevata 

Notiamo che la Media mobile ha come unità di misura la stessa del grafico cui viene applicata. Nel nostro caso quindi è il numero che rappresenta il rapporto fra le valute, ma nel caso in cui viene applicata ad un grafico rappresentante la quantità di mele vendute al mercato, il suo valore andrebbe letto come numero di mele. E così via (qui possiamo dare libero sfogo alla fantasia).

 

1.2.1 VALUTAZIONE DELLE MEDIE MOBILI

Il valore della media mobile in un dato istante di per se non contiene molte informazioni. Sapere che la media mobile a 20 periodi vale ora 1,3836 non mi dice molto, quindi come posso usare le informazioni?

E’ necessario effettuare un paragone. I metodi più usati sono:

  • confronto del valore attuale della Media mobile con i suoi valori precedenti

  • confronto di due o più Medie mobili con caratteristiche diverse

  • confronto fra la Media mobile ed i prezzi di mercato

Utilizzando uno o più di questi metodi combinati in modi diversi si possono costruire (ed in effetti è stato fatto) moltissime strategie di studio dei mercati.

Il vantaggio dell’uso della media mobile è quindi non la sua valutazione immediata, bensì la semplicità di calcolo ed interpretazione. Altro grande vantaggio è la flessibilità dello strumento e delle strategie che si possono costruire. Come un compositore con solo sette note è in grado di comporre praticamente infinite opere musicali, così i traders nel corso degli anni hanno praticamente costruito infinite strategie usando le medie mobili. Allo stesso modo delle opere musicali, solo alcune di queste strategie sono effettivamente di valore, e pochissime dei veri e propri capolavori.

Vediamo ora cosa significa fare dei paragoni fra le medie mobili.


1.2.1.1 CONFRONTO DI UNA MEDIA MOBILE CON I SUOI VALORI PRECEDENTI

Abbiamo detto che una media mobile viene rappresentato come una linea sul grafico dei prezzi, linea che ha un valore ben preciso ad ogni barra del grafico passato.

Notiamo per prima cosa che sulla barra in formazione (l’ultima del grafico) il valore della media mobile cambia ad ogni nuovo valore ricevuto (tick), e quindi non è “ancora” un valore ben definito, quindi basare una strategia su questo dato può comportare dei rischi. Prenderemo sempre in considerazione quindi i valori di media mobile delle barre precedenti quella attuale.

Le tre principali condizioni in cui ci possiamo trovare sono:


La media mobile continua nella direzione intrapresa precedentemente, sia essa in salita sia in discesa.
In questo caso la media mobile indica la continuazione di un trend; anche se alcune barre si muovono in senso contrario per un certo periodo di tempo, la direzione della media mobile ci rassicura sul fatto che mediamente nel periodo di tempo da noi impostato, la tendenza dei prezzi non è cambiata.
L’inclinazione della linea della media mobile ci indica anche la forza con cui si sta sviluppando il trend. L’aumento della inclinazione indica una accelerazione del trend; una inclinazione che si riduce e inizia a disegnare una “gobba d’asino” significa che la tendenza sta perdendo parte della sua forza, salvo poi poter riprendere con nuovo vigore la corsa nel caso ce ne fossero le condizioni di mercato.


La media mobile ha un andamento piatto rispetto la direzione presa precedentemente. Anche se i prezzi sembrano andare in una direzione ben precisa, la media ci avverte che non c’è ancora un movimento realmente direzionale, ma si tratta di un momento di congestione del mercato. L’uscita da questo momento di accumulo porterà probabilmente ad un movimento direzionale di una certa importanza.



La media mobile cambia direzione rispetto quella presa precedentemente.
Indica il probabile inizio di un nuovo trend sul periodo della media mobile impostato.
E’ una indicazione da tenere in grande considerazione, anche se non può essere considerata come segnale di ingresso sul mercato. Entrare semplicemente sull’inversione della media mobile ha un rischio elevatissimo e statisticamente una percentuale altissima di falsi segnali. Ci dà però una forte indicazione del fatto che il mercato ha perso gran parte di quella spinta del trend che aveva precedentemente, e deve far mettere in allarme sul fatto che il trend non ha più molta forza per continuare.


1.2.1.2 CONFRONTO DI MEDIE MOBILI CON DIVERSE CARATTERISTICHE

Questo è sicuramente il metodo più utilizzato nelle strategie che utilizzano le medie mobili. Le caratteristiche di una media mobile sono:
numero di periodi
prezzi considerati (apertura, chiusura, media dei prezzi, ecc…)
tipo di media (semplice, esponenziale, ecc…)
scostamento

Due medie mobili che avessero diverse caratteristiche disegnerebbero diverse linee sul grafico. Queste linee si incroceranno e distanzieranno nel corso del tempo, dando delle indicazioni sul comportamento del mercato. Gli incroci vengono spesso considerati come segnali importanti di apertura o di chiusura delle operazioni.

Consideriamo ora che cosa succede se abbiamo due medie mobili con diverso periodo sul grafico.


La media veloce sarà più vicina ai prezzi, indicando la tendenza media di breve periodo delle quotazioni.

La media più lenta ci dice invece come si sta comportando il Cross su un periodo più lungo.

Quando queste due medie si allontanano significa che il cross sta eseguendo un movimento nel breve periodo molto più rapido di quello che si vede nel lungo. Sta in pratica subendo una accelerazione.
Per contro, quando le medie si avvicinano significa che si sta esaurendo l’entusiasmo del mercato, e le quotazioni tentano di assestarsi su quello che è il loro livello “superiore”
Questa situazione può essere letta:
come una inefficienza del mercato, percui mentre sul periodo medio/lungo le quotazioni tendono ad avere una maggiore stabilità, sul breve giocano fattori più vivaci che portano a movimenti veloci e volatili
come la sovrapposizione di cicli diversi di mercato, dove sul medio/lungo le quotazioni rispecchiamo le situazioni macroeconomiche fondamentali di lungo periodo, mentre sul breve intervengono fattori diversi come notizie sull’economia, attese su immissioni di liquidità sul mercato,  variazioni dei tassi di interesse, ecc..
Ciò cui si deve prestare attenzione in maniera particolare è quando la media veloce incrocia quella lenta: questo è il momento in cui dobbiamo aspettarci che il movimento di breve periodo stia dimostrando abbastanza forza da “bucare” quello di medio/lungo, e che quindi questo movimento continuerà ancora per un cero tempo.
Questo è il momento di aprire una posizione, presupponendo appunto che la causa che ha dato tanta forza alle quotazioni ne avrà abbastanza da continuare a spingerle ancora per un tempo sufficiente a portarci un profitto.

Sulla base di tali concetti si possono costruire moltissime strategie.
Un trader aggressivo sceglierà time frame corti con medie veloci e ravvicinate (per esempio 3/6 periodi  o 6/12 periodi) cercando di cogliere l’inizio della nuova tendenza e sfruttando più le caratteristiche di individuazione del trend delle medie che non la forza vera e propria del movimento. Questo espone a compiere frequenti operazioni e molti falsi segnali, specialmente in fasi di mercato laterali


Spesso l’incrocio delle medie mobili è utilizzato come segnale di ingresso, insieme ad un indicatore di forza del mercato o di ipercomprato/ipervenduto ma a causa del ritardo intrinseco nella natura della media mobile, non è consigliabile utilizzarlo come segnale di uscita. Per questo motivo si può utilizzare una strategia con target price, trailing stop o un’altra media mobile che lavora come trailing stop adattativi.

In alcune strategie la distanza delle medie mobili viene considerata come forza del movimento, dato che un suo aumento indica una accelerazione del mercato.
In altri casi si usano più medie (normalmente non più di tre) che devono compiere un movimento particolare di incroci per dare un segnale valido di entrata sul mercato.
In altri casi le medie e le loro distanze vengono a loro volta inserite in algoritmi e calcoli come informazioni di base che vengono elaborate per arrivare ai segnali.

In ogni caso la parte più impegnativa è la taratura del periodo da utilizzare per le medie che forniscono il segnale di ingresso in relazione al cross che si desidera utilizzare ed alle fasi di mercato che si intendono sfruttare.


1.2.1.3 CONFRONTO FRA LA MEDIA MOBILE ED I PREZZI DI MERCATO


Semplicemente osservando il grafico possiamo osservare come i prezzi, quando “bucano” la media mobile, hanno la tendenza a proseguire il loro movimento nella stessa direzione.

Questo può essere utilizzato come indicatore di direzione, come segnale di ingresso o come segnale di uscita.

Come segnale di ingresso non riscuote molto successo per la sua “semplicità”, che comporta qualche difficoltà nella gestione dei falsi segnali e nel ritardo nell’individuare i movimenti di mercato.

Come indicatore di tendenza ha un certo peso, si può infatti dire che la media funzioni da resistenza/supporto, e quindi un movimento di avvicinamento alla media che si fermi nei suoi pressi per poi esserne “respinto” non può essere considerato un nuovo trend, ma un semplice rintracciamento. Un deciso sfondamento della media mobile indica invece una certa forza, che presuppone una continuazione del movimento.

Il modo più interessante per utilizzare questo rapporto fra media mobile e prezzo è sicuramente quello di considerare la media mobile come un supporto che accompagna il movimento e che lavora come trailing stop. Il vantaggio rispetto un trailing stop costante è che nei momenti di alta volatilità la media mobile si allontana dai valori delle quotazioni, permettendo di seguire il movimento senza chiudere prematuramente le posizioni a causa di movimenti violenti delle quotazioni, che sono in quel momento inevitabili, ed anzi desiderate per portare velocemente profitto. Quando poi le quotazioni rallentano, la media mobile si avvicina, cercando di cogliere il momento in cui il mercato inverte la sua direzione o dimostra stanchezza, prendendo profitto quando le probabilità che sia finito il movimento sono elevate.


   
Marco Capello
 

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